22 Gen

A volte, ci pensa l’aria a smuovere i pensieri tutti ammucchiati,
tra lo sconcerto e l’apatia in un cantuccio, come allodole spaurite.
E’ il vento che soffia il senso dell’attesa, tra le foglie dei cespugli,
forse solo per illuderti che il sole illumini le menti.
Intanto assapori quel profumo carico di menta e di gaggìa che la
brezza ti elargisce e, socchiudendo gli occhi, lo trattieni
sporgendoti oltre, come affacciata ad un balcone e con difronte il mare.
Certi luoghi
, se ci pensi, é come avessero  pelle e pure braccia,
spalle possenti per sostenere i tuoi passi vacillanti.
Certi luoghi respirano, si svegliano con te senza mai essersi addormentati,
a ripensarli, sono diventati le tue gambe, i tuoi pensieri, la forza
della tua anima spenta.
Non ti portano rancore anche se sono stati abbandonati e proprio
nel momento del bisogno, non ti chiedono i perchè,
sono sempre ad aspettarti, come se gli anni non fossero passati
e ci fosse sempre il tempo per ricominciare.
MA gli  esuli vagano invece, pure se vestiti di barocco lucente,
cropped-collage-tre-contro.jpg con la consapevolezza dello scempio mascherato,
simili a quei fregi, alle basi dei balconi del sud,
occhi sgranati e bocche atteggiate nell’atto di una smorfia.

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9 Risposte to “”

  1. nheit gennaio 24, 2016 a 10:08 am #

    Connessione attivata ,ora Ida dopo giorni di buio ho portato nella tasca questo tuo scritto di gennaio e i due collage strettiattaccati come i fregi in balconi e battacchi delle nostre porte Me li ricordo questi tuoi disegni . era il 2011 e avvolgevi pian piano il fil di lana a discorrere ancora , quel tuo fil di lana solido forte che mica si ammolla come pan di ostia . poco più tardi c’era il fregio a capriola che cadeva in piedi . li ho portati in tasca a camminare tra ginepri e pini. e arbusti bassi di sabbia .che mostrano nel gelo un qualche segno di risveglio un qualcosa di nuovo .Speriamo però che dormano ancora per un po’ .come dovremmo stavolta fare noi senza la voglia di girare attorno al senso delle cose per assemblare i pezzi che van per conto loro.Col sorriso sempre ma leggero ché mica c’è tanto da ridere di questi tempi

  2. idakrot gennaio 24, 2016 a 5:37 pm #

    Senza la voglia di girare intorno alle cose..vero Dina,ma ci nasci ,non con la voglia ma con quella propensione come si nascesse con un timbro per cui per quanto ti possa sforzare non riesci a fare diversamente,certo cAmbi un poco,non te le pigli sui denti tutti i colpi li scansi un poco e li freni o vanno sui fianchi, sulle spalle ,ma basta sui denti pero’.se poi qualcuno ti costringe a guardarti allo specchio che vedi?Ma chi lo stabilisce che io debba dire ciò che vedo,vedi anche quello che non c’è o non ci sono,i vessatori del tuo equilibrio,gli affetti,i tabù, le distorsioni,gli stronzi e le stronze e pure i tuoi errori.Ma devo decidere io di guardarmi a quello maledetto specchio.

    • nheit gennaio 24, 2016 a 7:59 pm #

      e non siamo fatti a fogli di calendario blocconotes con gli appuntamenti a vista ,ché solo se l’agenda è piena socialmente utile progettata a scadenze e resoconti a organigrammi aziendali si ha il senso della riuscita della vita.
      nessuna agenda è vuota Ida e la meraviglia sta nel saper leggere ogni agenda. anche le agende tenute a mente. fuori dal branco e pure con i muri alzati quando occorre . muri con torrette e palle di cannone e precisa mira . da guerrieri.mica pastafrolle.
      Preserviamo quello che non possiamo comunicare .preserviamo i nostri angoli bui pieni di buchi che poi sono splendenti e stanno fuori dalle ciarle dei salotti..
      Intanto intanto le piante grasse e striscianti della sabbia hanno messo in punta i colori rossi. qualcosa si muove nella loro vita.. Le cornacchie danzano il ballo verso il sole. i gabbiani volano basso e si rincorrono. il pescatore saluta e ride . Cana si rotola sulle alghe ammassate. Una signora mi offre i croccantini. Vita senza parole ché le parole qualche volte tacciono e sorridono . Anche qui Ida le parole hanno tante pause dentro e ci si specchia in pozze lasciate dalla pioggia.

  3. Francesca gennaio 26, 2016 a 9:19 pm #

    Leggo e rileggo i vostri commenti e la bellezza mi entra nell’animo. Non so rispondere, seguo il flusso delle vostre parole. E non so rispondere non perché non abbia preso colpi sui denti, ma perché le ultime batoste prese mi hanno lasciata ancora intoniìtita. Non so piùscrollarmi velocemente dalle spalle la bruttezza della vita, e allora mi stordisco altrove, dove non è richiesto pensare.

    • nheit gennaio 27, 2016 a 6:57 pm #

      Franci siamo qui in silenzio in sussulti di cose da dire .da ricordare. anche di cose belle o brutte. ché la bruttezza della vita è uno dei bagagli da portarsi appresso. datoci in dotazione dal Caso o dal Creatore che non ha lesinato di far prolificare in questo mondo la marea di stronzi e di stronzate . Dubito che tu possa non pensare. il pensiero la generosità e l’ironia sono tuoi doni raggiunti acquisiti faticati ereditati. Vai tranquilla e se puoi i colpi sui denti dalli qualche volta a chi li merita .

  4. idakrot febbraio 22, 2016 a 11:30 am #

    Dice bene Nheit,qui non ci sono quelli a cui spiegare,basta tirar fuori e ci si comprende .Niente formalismi borghesi si puo’ senza censura .Nessuna si meraviglia se io dico che sto soffrendo come pazza per la mia Camilla andata e niente mi consola.E via coi fardelli da portare..ma forse avrei potuto non essere toccata dalla morte della mia cana?Aveva sedici anni ma perchè demente e cieca e senza controllo ?

    • nheit febbraio 23, 2016 a 1:23 pm #

      sto con Ida e con Camilla.da sempre. e se ti dicono di guardare avanti spiega che sei nata con occhi davanti e dietro. vedi anche senza voltarti. il guaio Ida che è gioia e sforzo umano presunzione diabolica voler far entrare gli altri nel proprio mondo nel proprio ritmo. come fosse il più sano e normale e di successo .vadano al diavolo

  5. idakrot febbraio 27, 2016 a 4:44 pm #

    Vedo anche senza voltarmi ma non mi serve a niente,infatti il ritmo degli altri non ha niente a che fare con me.Il cielo è grigio,le case pure e non posso fare la carriola con nessun cane

    • Francesca febbraio 28, 2016 a 7:32 am #

      Non serve a molto quello che sto per dire, Ida, ma pensa a Camilla come a un cane fortunata perché ha avuto te come sua umana. E non serve neppure a niente dire che la morte è solo una tappa della vita, per tutti, animali a due o quattro zampe. Se la si accetta fa meno male…

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