befane alternative

6 Gen

La Befana vien di notte e i fascisti prende a botte.
Da una falce al bimbo bello e un martello a suo fratello,
sono doni popolari da lasciare ai proletari.
La Befana è tutta rossa e ci guida alla riscossa:
“Su compagni! Giù dal letto, non è tempo di dormir! Testa alta e pugno chiuso verso il sol dell’avvenir!”

Buona festa compagne!

(alla fine ce l’ho fatta, dopo giorni di duro lavoro :)) , a postare qui )

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13 Risposte to “befane alternative”

  1. idakrot gennaio 7, 2016 a 3:42 pm #

    Complimenti!!!!E pure la befana passò.

  2. idakrot gennaio 7, 2016 a 3:44 pm #

    Se ci fosse una befana compagna che invitasse alla riscossa per davvero…

    • nheit gennaio 8, 2016 a 5:09 pm #

      Oh Francesca! Oh Ida ! che desio bramoso è il nostro di Befana Compagna in tempi di gente scompagnata o in vena di scompagnarsi.
      Tempo di scompagnati questo dopo accompagnamenti appassionati di menteesoldi ecuoreepisello.
      Vien di notte la Befana e prende a martellate e a falciate fascisti e affini. Una martellata la più grossa speriamo la dia al Coreano con la bomba ad uranio che s’agita per mandarci tutti nell’Iperuranio ridotti a polveri sottili scompagnate,
      Tosta Befana non demorde e non va in pensione . neanche muore.
      Franci la dipinge tutta rossa per passione gramsciana . Credo che rossa sia piuttosto per ipertensione acuta a vedere la nostra terra che non ce la fa più a girare bene in questo Sole marcio .
      Compagna Befana . sì . le dobbiamo gratitudine e delusioni atroci per quelle notti infanti tese ad aspettare doni improbabili. Volevo un agnellino vivo e tenero quando avevo sei anni .da tenere in casa due camere e cucina. solo un agnellino. Mi portò una bambola presa, l’ho saputo dopo, con i punti a raccolta dei detersivi Ava e Miralanza. Bambola signorina rigida e smorfiosa vestita da spagnola con le ciglia lunghe,boccoli ed il rossetto. Che sorriso aveva dolce da donna ideale. La guardai in cagnesco. Contenta del disdegno della sua figlietta mia madre la spaparanzò in mezzo al letto coniugale..
      Cose da Befana che a pensarci bene non era poi così ferrata in termini gramsciani se portava i doni più belli a bambini benestanti . Però Ida c’era in Lei e ancora c’è qualcosa di ribelle che ci ha aiutato ad uscir fuori dall’iconografia di femmina voluta dai maschietti . L’abbiamo difesa anche nelle marce con gratitudine alla sua indipendenza e al suo severo tratto.. con invidia. così magra da passare per il camino così agile. libera d’esistere anche fuori moda.
      Pensate. porta i doni al buio e non chiede neanche un selfie una foto un dibattito e non apre un contocorrente per rifarsi casa e trucco o aiutare i nanetti disoccupati dentro al bosco – Ma si può ??

  3. Francesca gennaio 8, 2016 a 8:05 pm #

    Oh, belle ragazze 🙂 un abbraccio a voi.
    Cominciamo con un chiarimento doveroso: non sono io l’autrice delleparole… è un post che ho copiato da Bardaneri 🙂 … ma era troppo bello per non farvelo leggere e così…. e così mi sono industriata, ho cercato minuziosamente nella posta l’invito di Ida, ho sbloccato l’account (è stata durissima, solo l’amore per voi due non mi ha fatto desistere) ed infine ho pubblicato.
    Mi piaceva troppo questa befana ( a me babbo natale non piace) che è parte della nostra cultura, che mi ricorda da bambina le attese insonni… e poi la sorpresa (a casa mia più scontata, giocattoli e dolciumi) la mia passione era la calza a casa di mia nonna 🙂 un tripudio di colori, tra frutta, caramelle(rare) e qualche giocattolo fatto a mano dalle mie zie con stoffa e lana 🙂
    Dina, sai che condividiamo una cosa? le bambole non mi son mai piaciute, lesmontavo entro qualche giorno, regolarmente :))

  4. idakrot gennaio 9, 2016 a 6:16 pm #

    E’ dispettoso questo blog…mi fa sparire i commenti e devo riscrivere tutto!!!!Lo riscrivo domani..voi aspettate..

  5. idakrot gennaio 10, 2016 a 9:18 am #

    io non conoscevo che superficialmente i bambini benestanti,erano compagni di scuola,una si chiamava Zimatore e si vantava per il fatto che sua madre comprasse 4 chili di banane al giorno,quando le banane erano a livello degli avocado,credo,io,allora,non sopportavo le banane che mi facevano mangiare alla mattina per forza perchè ero magra e deperita e me li ritrovo tutti ora quei chili..La befana mi portava un dono senza carta sul tavolo della cucina,unico tavolo della casa,parevano tanti i doni,perchè c’erano pure quelli delle mie sorelle.io le bambole le mettevo in riga,quelle di Rita e Maria e la mia,di cartapesta e verniciate,credo e con le guance graffiate e la carta che si intravvedeva..le menavo perchè ero la loro maestra.La mia maestra,la signora Balzano,dava di quelle sberle…e diceva”con il lanternino me li hanno cercato i miei alunni..i cchiù ciucci a ‘ ra signora Balzano”..io dovevo rimuovere..ono?

    • nheit gennaio 10, 2016 a 10:10 am #

      le scintille di fuoco monachine lucenti che salivano alte nella cappa del camino di casa sono tornate Ida Francesca in queste notti di feste.
      tornano sempre con la befana gli abeti e i presepi. riportano indietro i ricordi. no non si possono rimuovere del tutto i ricordi .anche se ci proviamo.gli strati inferiori di vita son troppo compressi.
      ma i ricordi tornano soltanto per noi .nessuno può arrivare a capire il personale passaggio dai giorni d’infanzia al tempo dei grandi.
      E’ bello però raccontare di doni e sorelle e maestre e compagne .di bambole libri e dolciumi di mezzanotti di messe . di mani a geloni e nasi colanti e bocche fumanti con voglia di uscire da casa la notte in quei giorni di magica festa nell’aria a vedere se accadeva davvero che il cielo s’aprisse a figure di sogni.
      non tornano più .e sono esistite soltanto per noi. per poco in quegli anni.
      Le bambole, Ida che storie di bambole abbiamo. le abbiamo picchiate con gusto. le bambole di plastica attonite nel sorriso dipinto educate già grandi in forme rotonde. mi piacevano quando sbattevano gli occhi e alla fine cavavo gli occhi dalle orbite ..continuavano a fare tic tac tac tic.
      .Uno due anni di bambole. Il Ciccio bello maschietto amore di mamma con futuro acclamato di sciupafemmine era ancora da venire.La Barbie moderna da fisico up bestiale modello di anni futuri non era neppure in gestazione.
      I ricordi.
      Ida, la maestra Balzano era una grande carogna. Rimuovila !!

  6. Francesca gennaio 10, 2016 a 9:32 am #

    Credo fermamente che nessuno entra nella vita di un altro per caso. Entra perché deve lasciare qualcosa, bello o brutto che sia non importa, che poi si rivela fondamentale alla crescita personale. E non è nemmeno un caso che alcuni si ritrovino a camminare sulla stessa strada, annullando la distanza geografica…. succede perché hanno delle affinità, emozioni in comune.
    Mi credete se vi dico che ho avuto un sussulto a leggere Ida, e poi sono andata a rileggere Dina… e mi son venute le lacrime? Quante cose in comune che abbiamo! La prima, la più evidente, la capacità di raccontarci senza fingimenti, a cuore aperto, come si suol dire.
    Vi voglio bene.

    • nheit gennaio 10, 2016 a 6:12 pm #

      “pillole di ricordi “in tempo di Befana . ricordi che tornano .forse perché allora non si usava esprimere emozioni astratte e la vita quotidiana non dava spazio alle interpretazioni. pillole di ricordi di giorni e di persone e cose. Come Nonna Rosa. “Era una nonnina che vestiva come si usava una volta,con il corpetto di cotone stretto in vita,infilato nella cintura di una gonna ampia arricciata, che le scendeva fin sotto i polpacci,e adornato da un sopragonna che fungeva sia da grembiule per non sporcare la gonna ,sia da scrigno per tutte le cose buone che tirava fuori ,all’occorrenza, dalle sue tasche,come se fossero la valigia di Mary Poppins”
      il continuo lo sai, è cosa tua.
      Vero Franci nessuno entra nella vita di un altro per caso.vero che qualcosa la lascia.soprattutto se si possiede una pelle porosa che trattiene l’occasionalità degli incontri. ma il caso si unisce ad una predisposizione di cellule a certi incontri. siamo recidivi e tendiamo a incontrare lo stesso prototipo. siamo sagome di pieni e dei vuoti. con gli stessi contorni. bellissimo se vi è armonia di comunicazione .occorre invece scalciare scappare rimuovere per sempre gli incontri monolaterali .tossici . Le signore Balzano ritornano con la bacchetta sulle mani e la voce d’offesa. ritornano e ritorna il senso di colpa. si era tesi ad amare la signora Balzano ed invece .invece….

  7. idakrot gennaio 11, 2016 a 11:19 am #

    Grazie Francesca,CERTO c’è la sincerità e la comunanza nei ricordi ,non credo però che ogni persona sia stata necessaria nel bene e nel male,alcune sarebbe stato meglio perderle che trovarle:la signora Balzano,per esempio,l’anti maestra,vecchia e stanca forse ma il suo senso di frustrazione lo faceva pagare agli allievi,a cominciare da sua nipote e per non dimostrare che facesse differenze la prima sberla da lasciare il rosso sulla guancia la dava a lei, me la ricordo la coda di cavallo che ondeggiava per effetto d’urto.il momento piu’ tragico era quello davanti alla grande carta geografica dell’italia .l’alunna con la canna in mano ad indicare dove fosse Torino ,lei che viveva in un basso della pescheria che sapeva contare solo il numero degli occhi di quanti dormivano in quella stanza.

    • nheit gennaio 12, 2016 a 8:59 am #

      La Signora Balzano si può anche rimuovere ma rimane nell’aria a memoria la coda di cavallo che ondeggia all’urto di sberla. e il tempo si ferma su l’alunna, dove è ora ?e quella bacchetta a cercare Torino. La canna che vaga sullo stivale. come era compatto e difficile quel nord per trovar le città senza golfi e rientranze. Ida le vite lontane ritornano sempre.. allevate a routine mica a pane di stelle e befane a cuoricini e bacetti.

  8. idakrot gennaio 13, 2016 a 3:49 pm #

    Le vite lontane ritornano e le” non vite”si respirano a fiato corto.

  9. nheit gennaio 17, 2016 a 4:48 pm #

    e…. guardate un po’ come la filastrocca leggera e spiritosa di Befana può innescare una esplosione di bomba con ricordi.’ mica cosa da nulla .ritornano i ricordi perché sono attaccati alla cintura . a grappoli. e vengono di continuo ad ogni soffiar del vento. annusano l’aria e tornano. annientano. confondono chiariscono .si ripetono. come i sogni. portano la speranza del futuro di quegli anni.
    Andiamo avanti comunque. vite intere e non vite . però stasera Ida a Befana finita e coi fuochi del Santo ancora accesi nelle piazze, penso e penso che le vite e non vite sono intrecciate sempre in quantità diversa dentro ognuno che sta qui nella grande Piazza a saltare il fuoco. . C’è chi si allegra e salta ancora ancora ,chi salta e smette subito. chi salta e s’allontana. .Saltiamo tutti . vite che si piacciono e vite in apnea. troppo poco una vita per capire . Speriamo nella prossima più chiara . o forse è meglio il nulla.vera vita che si pappa le altre, soddisfatta finalmente vera

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