11 Mag

Quello per il sudè un amore formatosi con me
nel grembo di mia madre, nato così ,come seme
portato dagli uccelli dentro un campo.
Forse per questo è tenace, forse anche cieco
 e testardo come certe piante che per quanto tu le tagli
rinascono e ti mostrano la linfa nei rami semimorti.
Dapprima questo mio sud era circoscritto e si sarebbe
esteso tutt’al più ,oltre a Crotone, al paese di mia madre
 e alla Sila.
Era questo il mondo fino ad un certo punto della mia
 esistenza bambina, l’unico pensabile ed esistente,
forse come per ogni ragazzino.
Nel primo anno della scuola elementare mi resi conto
invece che questo mio mondo colorato fosse molto ristretto
poi, almeno a rappresentarlo su una carta geografica
e imparai che esisteva un sud e un nord anche,
uno relativo e in rapporto ai paesi che conoscevo e
un altro lontano e sconosciuto e pure un est e un ovest.
Sapevo e prima  che sedessi dietro un banco, dell’esistenza
dell’Unione Sovietica come effetto della guerra fredda e
  della tensione conseguente, almeno per quello che agli occhi
della maggior parte, rappresentava il comunismo e non solo
quello sovietico.
Ben incise sono ancora certe mattinate in piazza Pitagora,
sotto il podio fascista non ancora demolito, quando
l’altoparlante comunicava i risultati elettorali, nonostante
la larga maggioranza su cui contasse la democrazia
cristiana, s’avvertiva nell’aria e sui visi degli adulti che
guardavo con gli occhi all’insù, una sorte di timore nel
rilevare gli aumenti dei seggi del Piccì’e la soddisfazione
  invece del sindaco Messinetti,comunista e medico dei poveri.
Pareva che alcuni li vedessero quei cosacchi..
cavalcare sui destrieri proprio dal Cremlino ,
come spinti per qualcuno ad un saccheggio, mentre altri
aspettavano gloriosi col fazzoletto rosso al collo ed un garofano
altrettanto porporino agli occhielli delle giacche.
Anni quelli che… a raccoglierli nel pugno e ad odorarli…
sapevano di arancia, con la buccia grossa e così carica
di "spirito" che a strizzarla ingigantivano la fiamma
nella brace.
Mio padre a tavola sbucciando "i portuvalli" ne faceva
occhiali freschi da indossare per me e le mie sorelle,
a primavera, invece erano orecchini di ciliege che ad
una ad una sparivano voraci nelle bocche.

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30 Risposte to “”

  1. ficundiana maggio 11, 2009 a 4:46 pm #

    e da quel tempo che aspettiamo “baffone” e oggi più che mai questo desiderio si allontana sempre di più……altro che “baffone” ormai “non ci resta che piangere”…Meno male che c’è quel visetto di ragazzina del tuo collage che oggi c’è nel tuo animo e perciò anche nel mio , baci .

  2. madeinfranca maggio 15, 2009 a 4:30 pm #

    la blogsfera ha un ‘ anima…io lo so

    vi prego di venire a trovarmi…grazie
    bisous

  3. nheit maggio 15, 2009 a 8:55 pm #

    aspetta Ida, io non vado via.
    solo è venuto il tempo di raccogliersi nel nucleo più profondo anche se scarno o difettoso. vero. nel web come nella vita. nessuna foto di profilo o intera nessun nome e cognome professione status può chiarirlo. nessuna voce può spiegare il tutto. c’è dell’altro nel nucleo. e allora ci si chiude un pò’ per dilatarsi e non si va via dove si è simili per affinità di vita di scelte di destino. si taglia invece via ciò che si rivela un bluff fasullo di voci di parole. . parlare .attaccare lottare . di parte sempre . nuovi come rinati al mondo. e nel nucleo vecchio e nuovo sai c’è quel tuo viso con i tratti e colori così uguali ai miei di allora. e le gambe al sole e i vestiti con strati sovrapposti per non sporcare l’abito più nuovo.
    c’è il sole e il mare e il sud denso di sale e di profumi.
    e le ciliegie e lo spirito di arance.
    e c’ è questo
    ” Pareva che alcuni li vedessero quei cosacchi..
    cavalcare sui destrieri proprio dal Cremlino ,
    come spinti per qualcuno ad un saccheggio, mentre altri
    aspettavano gloriosi col fazzoletto rosso al collo ed un garofano ”
    siamo cresciute e siamo ancora lì . evviva noi

  4. IdaKrot maggio 16, 2009 a 11:58 am #

    Se non ci fosse questo “dentro” non ce la farei a resistere,Nheit…

  5. nheit maggio 16, 2009 a 12:15 pm #

    lo so Ida. ed è soltanto tuo. mai barattato mai con cedimenti accondiscendenze tanto per non esser soli. quel dentro non si tocca e non si cede neppure a chi vorrebbe soffocarlo con proprietà e pretesa di diritto. o scavarlo e penetrarlo con bramosia ingorda . volgare. da collezione
    il pesce grande che si mangia il debole.
    l’altro è diverso è un altro . amico amante moglie figlio . ed oggi che viviamo con l’età più difficile di donne e di Paese e tanto ci respinge ci ignora ci vuole omologare ci deride .
    bene tagliamo ponti e ne facciamo altri. siamo fatte per questo in fondo al nucleo. donne e mica male

  6. nheit maggio 16, 2009 a 12:41 pm #

    e questo ,io non scordo nulla , l’ho in mente.
    Nheit…si fa in un lampo…! nulla si fa in un lampo specie oggi ma…perchè no ?

  7. kreben maggio 17, 2009 a 9:59 am #

    un saluto a entrambe, per fortuna nella mia rozzessa e insensibilità non provo questi drammi interiori. Non è una battuta, è invidia.
    Ma non era per questo che passavo di qui,volevo sottolineare come le esperienze di anni lontani fossero così simili e come il ricordo di gesti familiari conditi da un affetto ritroso e pur così tenero sia ancora così presente. Dalle mie parti anche ai maschietti capitava di essere ornati allo stesso modo, forse perchè eravamo solo maschi ed era mia madre, trapiantata in città, a ricordare i giochi e le delicatezze dlla sua infanzia, unica femmina fra tanti maschi,5, almeno finchè molti anni dopo non arrivò una piccola concorrente che raccolse l’attenzione di tutta la sua tribù. Ma ormai era grande,aveva già quasi 12 anni!

  8. IdaKrot maggio 19, 2009 a 5:19 pm #

    C’è poco da invidiare,caro Kreben, il dentro fa soffrire e tanto e la rabbia che esplode non ha più canali in cui essere introdotta.Non mi sento rappresentata da nessuno ,è rimasta l’idelogia e ci sono alcuni intellettuali che la pensono come me,ormai in via d’estinzione anche per età…rimane quel dentro colorato che ,a volte,è un muro di gomma contro cui si sbatte.

  9. nheit maggio 19, 2009 a 6:47 pm #

    c’è poco da invidiare,quel muro colorato . c’è poco da invidiare . e poi nessuno invidia il dentro colorato lo pensa debolezza quasi sempre e se ne ritrae cercando le certezze di siepi appena alte al massimo al ginocchio per spaziare sguardi e corse.no non piacciono i muri nell’altro soprattutto non piacciono d’istinto a chi pure dentro ha costruito simili solitudini isolate .poli uguali si respingono. e alla grande dopo un primo accostamento. e allora amen . Ida . si rimane quel che si è fregati per benino. i cosacchi sono soltanto frutto della nostra idea muro di dentro .
    si soffre dentro da matti. niente da invidiare. eppure io i miei muri non li abbatterei neppure un po’ anzi li farei più alti. e sbarrerei le porte che qualche volta ho aperto
    ed ho sbagliato . Ida tu non ti puoi fermare a nessun muro . tu hai la chiave

  10. IdaKrot maggio 20, 2009 a 7:12 pm #

    Non ho chiave e chiavi,Nheit,i muri di gomma sono senza..

  11. nheit maggio 21, 2009 a 8:38 am #

    d’accordo Ida. i muri di gomma non hanno chiavi.è tutta notte che li sogno e li risogno , niente da fare. non si possono scalare.
    però non penso a chiavi ora. è una mattina qui bella di sole e in un cortile accanto un albero piccolo di melagrano è tutto un fiore.rosso rosso rosso .
    Ida è nata di maggio sedici, e non è poco. Anni quelli che… a raccoglierli nel pugno e ad odorarli…sapevano di arancia-
    ci sono ancora quegli anni andati via e sono senza chiavi. auguri Ida .di maggio

  12. IdaKrot maggio 22, 2009 a 8:49 pm #

    grazie per gli auguri ,Nheit..
    la chiave poi forse a cercarla bene si può trovare..che dici?

  13. martafiumara maggio 25, 2009 a 11:11 pm #

    Ida… perdonami. Mi son persa l’appuntamento col tuo compleanno.
    E’ che qui da noi al nord era arrivato (nei pressi del mio compleanno…) un uomo dal sud, dal nome con echi “cosacchi”, Nichi, e a me ha preso un non so che, un desiderio di… alzarmi, e in men che non si dica sono stata travolta, no, non dai destrieri del Cremlino, ma dalla voglia di “Pane e libertà”, Sinistra e Libertà…
    Insomma, leggo poco e sempre in ritardo, ma leggere qui mi aiuta ad alzarmi anche domani.
    Un abbraccio Ida, e grazie.
    t.

  14. IdaKrot maggio 26, 2009 a 9:47 am #

    Il tempo é un fatto provvisorio,è tardi,è presto..sono relativi,tu non sei mai in ritardo poi,mai davvero …per quello che pensi e per come lo dici anche,Marta tèrez.

  15. kreben maggio 26, 2009 a 6:53 pm #

    fa piacere annusare anche qui un vago odore di primavera, anche se, per la miseria, quando decide di far caldo lo fa. Senza risparmio. Poi mi viene in mente la bolletta dell’Enel e mi sa che rinuncio ancora all’aria “confezionata”. Tanto più, lo sentivo stamattina, che per guadagnare qualcosa la Radio Vaicana ha deciso che va bene anche la pubblicità e sapete chi è il primo iserzionista a comprare pubblicità da loro? L’Enel! Certo che con tutti gli enormi abitanti della Città del Vaticano se ci comprendiamo tutti i santi, i beati e le sante e le beate e tutti gli ex abitatori di catacombe e cripte devotissime chissà quanti nuovi allacciamenti faranno così da compensare i soldi che Enel pagherà! Oh! dite che a quelli che citavo non fa nè caldo nè freddo? e allora perchè l’Enel spendi la pubblicità da loro… Dev’essere un mistero sacro.

  16. perlasmarrita maggio 28, 2009 a 7:39 pm #

    Fuori tempo massimo per poterti lasciare un abbraccio di compleanno intriso d’affetto.
    Ma non fuori tempo per godermi con tutti i sensi questo post che è poesia dei ricordi, che è speranza di un cambiamento.
    E’ cambiata l’Italia, Ida. Sono cambiati gli italiani e quelle atmosfere non ci sono più neppure nel nostro assolato sud. Che sembra sempre più a sud di qualsiasi nord, tranne che per la globalizzazione dell’insipenza e della superficialità nei rapporti umani… che sopravvivono qu e là come icone di un tempo felice.

  17. IdaKrot maggio 29, 2009 a 2:43 pm #

    E un piacere leggerti…anche perchè cogli quello che è,Francesca..

  18. IdaKrot maggio 29, 2009 a 2:44 pm #

    kreben,tutto è calcolato nei minimi dettagli,lo so,per questo é tutto poco sopportabile.

  19. utente anonimo maggio 31, 2009 a 8:51 am #

    tutto è calcolato nei minimi dettagli .insopportabile. ci si dibatte come anguille e vermi e ad ogni agitazione si conferma il dettaglio.l’onda sta ferma è legge di natura .mai si è imparato a cavalcare l’onda .
    si sa bene però fare riserva d’ogni cosa che è buona e andare avanti con la lucina rossa.
    Ida, fai il pieno della tua riserva.ci sentiamo in autunno . ti lascio con questo grande che ha dato inizio e fine al mio stare nel blog .altri tempi. la finestra pulita.talvolta per certuni è troppo alta e non ci sono scale .progettazione distratta o sbadato risparmio . fa lo stesso.

    “La vita è smisuratamente grande e profonda, così come l’abisso delle stelle sopra di noi. Vi si può gettare uno sguardo solo attraverso quella minuscola apertura che è la nostra esistenza personale. Per questo bisogna che questa apertura sia sempre pulita”. F.Kafka

    parola chiave “nur” del post in avvio . nur vuol dire pietra

  20. utente anonimo maggio 31, 2009 a 8:54 am #

    nheit
    dina

  21. Sahishin maggio 31, 2009 a 10:25 am #

    idare’…n’abbraccione.

  22. IdaKrot giugno 3, 2009 a 5:46 pm #

    Idarè non risponde, in quanto è attualmente assente.

  23. utente anonimo giugno 3, 2009 a 6:19 pm #

    dono dell’ubiquità Ida . io ci credo, ne ho prove ogni dì .mica lo dico. e allora assente anch’io in altra dimensione .splinder una dimensione stretta lontana ormai come plutone. ti saluto. un abbraccio Ida. quando guardi il mare le onde i gabbiani il vento le nuvole d’estate le alghe che si attorcigliano in forme inverosibilmente tonde mandami un pensiero . m’arriverà. come sempre
    nheit

  24. giovanotta giugno 5, 2009 a 5:15 pm #

    Cara Ida, poesia pura e gioia di colori!.. il Che che se la ride e i cosacchi a San Pietro..:-)
    e poi ovunque il profumo di Sud
    sei troppo brava
    un abbraccione

  25. elisnelpaese giugno 6, 2009 a 3:32 pm #

    Eccomi, dopo oltre un mese di assenza, a leggere le tue parole.
    Mi sembra di avvertire che l’inziale trasporto d’amore per il tuo Sud, venga sopraffatto dalla consapevolezza di aver perso, noi tutti, un’occasione che appariva timida all’orizzonte e che non è mai riuscita a diventare certezza di una vita più decente per tutti.
    Non resta che il ricordo delle ciliegie che rellagravano la vista e il gusto.

  26. IdaKrot giugno 9, 2009 a 2:38 pm #

    Al momento Idakrot lo sta assaporando, il profumo del sud.
    Vi pensa ma non vi può rispondere.

  27. perlasmarrita giugno 11, 2009 a 7:35 pm #

    Ida passo a lasciartiun abbraccio… al tuo prossimo viaggio ti vorrò incontrare 🙂 … ora sono in clausura.
    Goditi questo sole che profuma di sud, che profuma di terra servaggia, bellissima e aspra.

  28. pieroC giugno 14, 2009 a 1:33 pm #

    Odio il Sud, per i suoi colori “arroganti” e sfacciati.
    Odio il Sud per i suoi sapori veri di frutta verdura e legumi coltivati nell’orto.
    Odio il Sud per i suoi odori inebrianti di zagare, roseti e gelsomini.
    Odio il Sud per i suoi muri di gomma , dove tutto cambia per non cambiare niente.
    Odio il Sud pechè per fare cose normali, si rischia di diventare eroi.
    Odio il Sud tanto, …… tanto quanto l’amo.

  29. nheit luglio 8, 2009 a 6:29 pm #

    11 maggio. Ida . troppo lontano ed era appena primavera.un viaggio silenzioso e lungo
    Ida ritorna. parlaci del viaggio . e del sud. ritroso diffidente .ci vuole tempo a farsi riaccogliere e ascoltare.altri amori l’hanno un po’ distratto .l’infedele . ma poi qualcosa può accadere di nuovo

  30. marzia agosto 20, 2009 a 6:32 pm #

    Ti lascio questo in dono…

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