28 Apr

Schegge/Appunti di viaggio

Un viaggio e ti ritrovi  tra le dita ,nelle mani, frammenti che
non avresti mai creduto potere rinvenire.
Pezzi staccati dagli anni abbandonati e forse tornati poi da
dove erano venuti.
Soli in pochi  li avevano notati, accarezzati e trattenuti
come dentro il pugno, perché si credeva che sarebbero rimasti
sempre là, dove erano stati, come erba di cardo e di finocchio.
Invece il tempo passa…e tutto cambia,a meno che  tu non
 lo protegga,con il corpo, con la pelle, con la forza delle braccia,
 svanisce come il sogno insieme all’essenze che l’hanno contenuto.
Se poi l’abbandoni e vai oltre, è un labirinto con un’uscita non prevista,
non é detto che poi vivi, respiri solo e parli  ma le parole col peso
che hanno le parole ,ti ritornano, come a rimbalzo.
"Quel tempo abbandonato" frastagliato dalla luce si é sparso,
tutto ad
un tratto come erba sulla quale camminare, a piedi nudi,
a Marrakech

tra carrozzelle trainate da cavalli e asinelli dagli occhi mansueti,
  gente pur coperta da veli e caftani ma con gli occhi scoperti
come fuochi ardenti e sorrisi che erano risposte a bisogni profondi
come pozzi.
Salaam-aleikum Marrakech,
con la mano destra posata sopra il cuore.

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16 Risposte to “”

  1. utente anonimo aprile 28, 2009 a 6:27 pm #

    bentornata Ida .bellissimo. la scheggia t’ha colpita. scheggia Salaam-aleikum solo per te. proteggila .
    difendila. dagli sguardi gelosi. vivrà, per quelli che ti ascoltano, soltanto per metafora. gli dei sono gelosi di parole d’amore manifeste. gli dei vedono lungo .
    un giorno Salaam-aleikum andrò anch’io a cercarlo dove si va soltanto a piedi nudi

  2. martafiumara aprile 29, 2009 a 7:34 am #

    luoghi dove poter camminare a piedi nudi…
    non so, io riesco ad immaginarli solo silenziosi.
    magari isole di silenzio in mezzo al trambusto.
    sono i luoghi del cuore.
    a-temporali. perciò divini.

    Salaam aleikum, Ida

  3. nheit aprile 29, 2009 a 8:56 am #

    Salaam aleikum nel paese dell’anima, come questo spazio dove il dialogo non conosce abbandoni.su ero io anonima .
    luoghi a piedi nudi. lo so. sono i posti di casa del nostro quartiere di città di ricordi di visi parole dove abbiamo radici da sempre o recenti e togliamo le scarpe per essere liberi, infine sereni . dentro a piedi nudi nel paese dell’anima. per schivare i sensi di colpa che uccidono gratis e portano via forze preziose.
    per capire l’unicità della vita da soli con gli altri.l’orgoglio di accenti l’onesto sforzarsi di vivere. scordare, mai più lo permetto, i mostri della emotività che portano a legarsi di testa di spirito a voci e sguardi fasulli .gli imbrogli . tagliare. piantare.

  4. ficundiana aprile 29, 2009 a 11:21 am #

    Salaam aleikum con la mano sul cuore per il modo con cui hai fissato il bel ricordo di marrakech ……..

  5. Filemazio aprile 29, 2009 a 3:35 pm #

    Alekuum Salaam…..

    anche tu in africa!!!!!

    Molto bello questo collage…

    ciao

    filemazio

  6. IdaKrot aprile 30, 2009 a 5:27 pm #

    Ciao martaFiumara ,è difficile spiegare la sensazione ma mi è parso di tornare bambina,all’infinità di cavalli e asini che avevamo al sud come mezzi di trasporto e a quella spontaneità che è andata perduta con il finto sviluppo.

  7. IdaKrot aprile 30, 2009 a 5:31 pm #

    Nheit,quando te ne vai,dall’Italia dico,ti porti addosso un senso di vergogna ma ti liberi dall’angoscia di vivere la poltica.Poi se vai in paesi non occidentali ti pare che tutto debba ancora cominciare e che forse si sia ancora in tempo per non rovinare tutto pure lì.Quando poi qualche inglese o spagnolo scpre che sei italiano,ti chiede come si faccia a sopportare e a votare e a tenere quello che teniamo..ti vergogni e tanto e ti pesa.

  8. IdaKrot aprile 30, 2009 a 5:32 pm #

    ciao Fil..già in Africa,che bene che si sta.

  9. perlasmarrita maggio 1, 2009 a 1:16 pm #

    Salaam-aleikum Marrakech, il luogo assolato dove si incontra se stessi…
    Un abbraccio Ida.. e Buon Primo Maggio 🙂

  10. kreben maggio 4, 2009 a 11:58 am #

    e il peso è ancora più insolente in questi giorni in cui tutte le colpe son di chi s’è stancato di sopportare, quasi che la prigione dorata sia giustificazione sufficiente per ogni pubblica villania.

  11. IdaKrot maggio 4, 2009 a 4:01 pm #

    già,Kreben,ma pare che Poi si non si finisca mai di sprofondare.
    da quando Nheit ha chiuso la sua casa virtuale tutto è più nero!

  12. kreben maggio 4, 2009 a 6:12 pm #

    i sardi sono gente dura, e le sarde forse bisognerebbe metterle sotto sale. Quando l’hanno battezzata deve averlo sputato tutto! Eppure dovrebbe saperlo che spesso ci dà uno spunto per parlare per giorni.

  13. nheit maggio 5, 2009 a 7:03 pm #

    “tra carrozzelle trainate da cavalli e asinelli dagli occhi mansueti,
    gente pur coperta da veli e caftani ma con gli occhi scoperti
    come fuochi ardenti e sorrisi che erano risposte a bisogni profondi
    come pozzi.
    Salaam-aleikum Marrakech,con la mano destra posata sopra il cuore”

    bellissimo scritto. tutto .
    quando si scrive così la terra diventa un’unione con sè , la sola cosa che conta in quell’attimo .magia divino andare .esserci. da soli con tutto. chi legge lo sa se ha gli occhi scoperti sotto la coltre del velo. . non ha bisogno di sale in oltranza .per quello ne sono più colme le nostre città e le case e i respiri prigioni saline di vita. foto a sorriso e dati anagrafici a vista sbandiera di amori . ad ognuno le scelte di sale.libertà di vedute e di pelle . si sceglie. si va.
    Io prendo la parte di magico sguardo e rimango ancora un poco da Ida . a culo tutto il resto.

  14. utente anonimo maggio 5, 2009 a 7:18 pm #

    Di questi tempi ci sarebbe tanto bisogno di sorrisi dell’anima!

  15. dodo712 maggio 6, 2009 a 10:38 am #

    Il fascino di Marrakech non lascia mai indifferenti. Quando torni a casa ti porti dentro il rosso della sua terra.

  16. IdaKrot maggio 8, 2009 a 2:30 pm #

    Il rosso della terra di Marrakech era ancheil nostro rosso al sud,ma poi l’incultura occidentale ha saputo cancellare i sorrisi dell’anima.
    Ora rimane il ricordo di quello che era e l’opportunità che non si ripeta quel modello per il Marocco.

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